Autolesionismo

 

Non sono un patriota. Il mio orizzonte personale è tribale e non “statale” né tanto meno europeista. Quindi volendo ancor meno globalista e più esclusivo.

Fatta la dovuta precisazione, mi chiedo se coloro che si affannano a sventolare bandiere palestinesi oggi e ucraine ieri, ne abbiano mai sventolato una italiana. Mi chiedo il senso della rabbia e del disprezzo che, attraverso discorsi, cortei e manifestazioni, viene giornalmente versato verso i propri concittadini a favore di qualcuno di cui non si conosce nulla se non delle narrazioni fatte da terzi. Mi chiedo se questo continuo genuflettersi simbolico di fronte ad altre culture non sia che una forma di disprezzo autolesionistico verso la propria. Vorrei sapere se costoro credono davvero di avere qualcosa in comune con tali popolazioni lontane e se sono convinti che riceverebbero, nel caso, aiuti da loro.

Non sarebbe forse meglio coltivare un senso comunitario con coloro che stanno vicini? Non sarebbe forse il caso di conoscere meglio la propria cultura e scoprirne così la grandezza? Magari smettere di fare i tifosi per partite che si giocano su campi lontani e divenire protagonisti della propria? Perché non mi sembra qui mancino problemi. Non mi sembra che non vi siano battaglie che è necessario combattere.

m.m.

 
Marco Mandrino