Sfoggio di decadenza
Premesso che arte e sport dovrebbero essere spazi di incontro, dove persone o fazioni normalmente nemiche trovano un terreno neutro nel quale comunicare e, a volte, riappacificarsi. È così fin dall’antichità, quando tra artisti, filosofi, poeti e sportivi prevaleva un senso di cavalleria e gentilezza. Persino guerrieri e soldati, prima di affrontarsi, riuscivano a trovare cavallereschi spazi di neutralità e a prendersi un tè prima della battaglia.
Fatta la doverosa premessa, mi chiedo se davvero i palestinesi avranno un qualche beneficio dal fatto che Gerard Butler e Gal Gadot non possano andare al Festival del cinema di Venezia (ammesso e non concesso che ciò che passa al Festival del cinema di Venezia si possa definire "arte"), o se la vita degli ucraini sia migliorata dopo l’annullamento del concerto di Valery Gergiev.
La cosa più inquietante è che le richieste di boicottaggio trovino poi la sponda degli organizzatori che, invece di rispondere in modo adeguato, si adeguano.
È chiaro che questi boicottaggi non fanno bene a nessuno. L'unico effetto che hanno è avvelenare ancor di più un mondo ormai in cancrena; ingigantire l'ego degli idioti fautori della censura; far prendere qualche applauso gratuito a sedicenti artisti (vedi i registi e gli attori firmatari della decadente richiesta di messa al bando), ormai in decadenza, da masse di non-morti.
Ho scritto questo post perché ho simpatie israeliane o russe? No. Se è per questo, non le ho neppure palestinesi o ucraine. Ma spero sia chiaro che non è quello il punto.
m.m.