Epstein file: note a margine
Premesso che gli “Epstein file” scoprono la cosiddetta acqua calda. Noi orgogliosamente complottisti sapevamo già da tempo che vi era una cloaca di “buoni” alla guida del mondo e che la famigerata pandemia del 2020 era stata pianificata con lo scopo di creare un nuovo ordine e stra-guadagnare con la storia vaccini sulla pelle delle persone. Giusto così per i disinformati dai famosi file risulta chiaro che ne parlavano già nel 2011.
Sempre noi terribili complottisti non ci aspettiamo alcun cambiamento a breve termine. Nonostante tutto il carrozzone andrà avanti così com'è con un sottofondo di chiacchiere, stile tifoserie all’osteria, da destra e da sinistra.
Voglio però sottolineare che il popolo, di quell’immensa cloaca che è stato il mondo di Jeffrey Epstein, è quello dei “buoni, bravi e belli”. Voglio focalizzarmi sull’industria dell’intrattenimento proprio perché è l’intrattenimento che oggi influenza e plasma le masse molto più di qualsiasi libro o giornale.
Il popolo di Epstein è quello che ha impregnato di cultura woke ogni film e serie televisiva prodotta. Quello che alle varie manifestazioni musicali e cinematografiche (Grammy, Oscar) urlano contro i f**cit, gli stessi che ce l’hanno con la cultura del patriarcato, quelli degli arcobaleni, i grandi sostenitori dei diritti umani senza ovviamente rispettarne poi alcuno, gli stessi per i quali deve essere un diritto far fare a dei bambini delle cure ormonali per la transizione di genere.
Il popolo della gente che piace alla gente che piace: un abbraccio mortale tra politica, finanza e spettacolo.
Costoro hanno agito e agiscono tuttora soprattutto attraverso lo spettacolo e l’intrattenimento. Grazie ad esso si insinuano nella vita delle “masse” normalizzando la pedofilia e ridicolizzando, ad esempio, la fede religiosa. Come? Semplice: alcuni registi, attori, autori e prodotti (Clint Eastwood quasi non distribuito, Mel Gibson che aveva già denunciato il tutto nel 2010 o titoli come “Sound of Freedom” sono un esempio) sono costantemente boicottati, avvantaggiando invece quelli del circoletto dei “buoni”.
m.m.