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Epstein file: note a margine

Marco Mandrino

Premesso che gli “Epstein file” scoprono la cosiddetta acqua calda. Noi orgogliosamente complottisti sapevamo già da tempo che vi era una cloaca di “buoni” alla guida del mondo e che la famigerata pandemia del 2020 era stata pianificata con lo scopo di creare un nuovo ordine e stra-guadagnare con la storia vaccini sulla pelle delle persone. Giusto così per i disinformati dai famosi file risulta chiaro che ne parlavano già nel 2011.

Sempre noi terribili complottisti non ci aspettiamo alcun cambiamento a breve termine. Nonostante tutto il carrozzone andrà avanti così com'è con un sottofondo di chiacchiere, stile tifoserie all’osteria, da destra e da sinistra.

Voglio però sottolineare che il popolo, di quell’immensa cloaca che è stato il mondo di Jeffrey Epstein, è quello dei “buoni, bravi e belli”. Voglio focalizzarmi sull’industria dell’intrattenimento proprio perché è l’intrattenimento che oggi influenza e plasma le masse molto più di qualsiasi libro o giornale.

Il popolo di Epstein è quello che ha impregnato di cultura woke ogni film e serie televisiva prodotta. Quello che alle varie manifestazioni musicali e cinematografiche (Grammy, Oscar) urlano contro i f**cit, gli stessi che ce l’hanno con la cultura del patriarcato, quelli degli arcobaleni, i grandi sostenitori dei diritti umani senza ovviamente rispettarne poi alcuno, gli stessi per i quali deve essere un diritto far fare a dei bambini delle cure ormonali per la transizione di genere.

Il popolo della gente che piace alla gente che piace: un abbraccio mortale tra politica, finanza e spettacolo.

Costoro hanno agito e agiscono tuttora soprattutto attraverso lo spettacolo e l’intrattenimento. Grazie ad esso si insinuano nella vita delle “masse” normalizzando la pedofilia e ridicolizzando, ad esempio, la fede religiosa. Come? Semplice: alcuni registi, attori, autori e prodotti (Clint Eastwood quasi non distribuito, Mel Gibson che aveva già denunciato il tutto nel 2010 o titoli come “Sound of Freedom” sono un esempio) sono costantemente boicottati, avvantaggiando invece quelli del circoletto dei “buoni”.

m.m.