L’arte oltre i confini dell’ignoranza

 

La Biennale di Venezia si è distinta nelle ultime edizioni per mettere in “bella mostra” spazzatura e pippe mentali di personaggi problematici, cercando di convincere il pubblico che tali nefandezze fossero arte.

Ricordo a tutti che l’arte dovrebbe essere il Bello.

Quest’anno sembra si respiri aria nuova e Pietrangelo Buttafoco, il direttore, ha addirittura previsto uno spazio dedicato a Pavel Florenskij, uno dei più grandi filosofi, scienziati e mistici russi, morto da martire in un campo di detenzione.

Per quanto mi riguarda, uno dei più grandi uomini dell’era moderna, al di là di ogni nazionalità e tifoseria.

La colpa più grande di Buttafoco, però, è di aver ridato alla Russia il padiglione e lo spazio che ha sempre avuto, persino quando era URSS.

Sottolineando come l’arte, così come dovrebbe essere per lo sport, è qualcosa che va oltre odi, guerre e interessi politici.

Ovviamente i cani si sono già scatenati e l’orrida UE vuole addirittura, per ripicca, togliere i fondi destinati alla Biennale.

m.m.

 
Marco Mandrino